Respirare come un subacqueo

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Al contrario di quello che ci insegnano durante i corsi, quando respiriamo sott’acqua da un erogatore non respiriamo “normalmente”. L’istruttore ci ha detto così per convincerci che l’immersione è facile e per allontanare le nostre paure.

Quando siamo sott’acqua respiriamo aria compressa, a una pressione superiore a quella atmosferica. L’aria perciò è più densa rispetto a quella che respiriamo “normalmente” quando ci muoviamo a terra. Inoltre respiriamo attraverso l’erogatore, un sistema artificiale che prolunga il percorso dell’aria dalla sorgente ai polmoni, aggiungendo quello che chiamiamo normalmente spazio morto.

Due fattori che fanno sì che, se noi respiriamo a caso, senza pensarci, come facciamo sulla terraferma, molta dell’aria che inspiriamo non raggiungerà nemmeno i nostri polmoni, ma si limiterà a fare turbolenza nell’erogatore, e sarà ributtata fuori con la successiva espirazione dallo spazio morto, senza che lo scambio tra ossigeno e anidride carbonica (che è il motivo per cui respiriamo) abbia potuto aver luogo a livello polmonare.

Per respirare in modo efficace sott’acqua, dobbiamo lavorare per sviluppare uno stile respiratorio lungo e lento, richiamare l’aria densa in profondità dentro i polmoni con una lenta inspirazione e poi espellerla lentamente con una lunga espirazione.

Il resto? L’articolo completo è su Scubazone n.31.

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