Esplorare i fondali marini con tablet e realtà aumentata

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L’esplorazione dei fondali marini oggi può avvalersi di nuove tecnologie in grado di fornire un valido supporto per orientarsi e ricevere informazioni utili.

tablet

Grazie ai progetti di ricerca che l’Università della Calabria insieme alla sua spin-off 3D Research s.r.l. ha condotto negli ultimi anni, è stato sviluppato un sistema di realtà aumentata e navigazione 3D basato sull’uso di uno speciale tablet subacqueo, provvisto di un sistema di localizzazione acustico, che permette ai sub di visualizzare la propria posizione su una mappa, di ricevere informazioni sui punti di interesse, sulla profondità e sul tempo di immersione. Tale tecnologia è stata concepita sia per arricchire l’esperienza di visita da parte dei turisti che per supportare il lavoro degli operatori tecnico-scientifici in attività come, ad esempio, la ricerca e il recupero o la documentazione e il monitoraggio ambientale.

La prima versione del tablet subacqueo è stata realizzata (dal 2014 al 2016) nell’ambito del progetto VISAS (Valorizzazione integrata dei Siti Archeologici Sommersi – www.visas-project.eu) per migliorare la fruibilità dei siti archeologici sommersi. Una delle sfide per realizzare un sistema di questo tipo è legata al fatto che nell’ambiente subacqueo i classici sistemi di posizionamento terrestri, come ad esempio il GPS, non funzionano poiché il segnale proveniente dai satelliti viene attenuato dall’acqua al punto che riesce a penetrare solo per pochi centimetri al di sotto della superficie del mare. A tal fine sono state sfruttate le onde acustiche poiché queste, a differenza di quelle elettromagnetiche, si propagano benissimo sott’acqua.

Il tablet è alloggiato in una apposita custodia in alluminio prodotta da Easydive, la Divepad, la prima custodia al mondo universale per i tablet IOS e Android, compatibile con tutti i tablet fino a una dimensione massima di 10”. Come tutte le custodie Easydive è semplice e robusta. Il controllo del tablet avviene tramite l’elettronica interna alla custodia, una volta attivato il collegamento bluetooth. I tasti dotati di sensori ottici hanno permesso di eliminare i tasti fisici e le vie d’acqua potenziali che questi implicano. Permette di fare fotografie sfruttando tutte le potenzialità della fotocamera, di realizzare riprese video anche nella stessa immersione, e… molto altro.

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