Il nostro battesimo del mare

Attenta, al mio cenno andiamo. Tira il corrugato bene in alto, così: stai scendendo adesso, vedi? Continua ancora, molto bene. Rallenta, rallenta un istante: ti fanno male le orecchie? Allora è il momento di compensare. Lo faccio anch’io, se mi guardi soltanto un minuto ti mostro come. Hai il viso imbronciato, bambina mia, che cosa è successo? Capisco le tue lamentele: sei capace, l’hai imparato al corso, te lo hanno insegnato. E’ inutile che ti faccia vedere ancora una volta la procedura! Però abbi pazienza, non sbuffare, qui in mare è diverso. Proviamoci assieme: ti verrà di sicuro più facile. Ecco, in questo modo, bravissima. Stai meglio? Vedi, il dolore è passato.

donzella

Rallenta ora, dove vai? Non così in fretta! Sei già un metro più in basso di me e scendi da sola come un peso di piombo. Più piano, con calma! Va bene, è inutile: ormai siamo arrivati sul fondale. Eccoci allora, caduti dal cielo sopra un mondo lontano. Hai freddo quaggiù? Parrebbe di no: non tremi, rimani tranquilla, sembri concentrata. Brava. Eppure il tuo cuore è un tamburo, se non fossimo sei o sette di metri sott’acqua potrei sentirlo battere forte. Sei scesa troppo in fretta, ti avevo detto di andare con calma! Vuoi darmi retta una volta per tutte?

No, non avere paura, rimani serena. Cerca di trovare l’assetto: lo senti il tuo corpo che sale e che scende con ogni respiro? Bene, gonfia quel GAV un poco alla volta. Ci sei?ScubaZone n. 65 Gli altri sono già pronti, ma non devi preoccuparti, ti aspetto. Ottimo, ce l’hai fatta: andiamo, uniamoci al gruppo, seguiamo la fila.

Ho preso la tua mano nella mia, la tua piccola mano. L’ho sentita appena attraverso i miei guanti e oltre i tuoi. Le dita si piegano a stento: restano rigide, fasciate dal neoprene, strette nelle cuciture. Sono tese come quelle di una bambola: la mia bambolina a passeggio in fondo al mare.

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