Immersed Senses

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Un altro progetto volto a migliorare gli attuali sistemi per le immersioni subacquee, è stato disegnato da Adam Wendel che quache mese fa ha messo a punto un dispositivo futuristico, un esercizio di stile che cambierebbe il modo di andare sott’acqua.

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Questo concept è dotato di una torcia a LED sul casco e equipaggiato con un ampio display interattivo OLED con mappe e altre informazioni per i sub.
L’aria è diffusa in tutto il casco, creando una rivoluzionaria esperienza respirazione subacquea.

Immersed Senses

“Immersed Senses” viene alimentato da una batteria che utilizza un meccanismo per estrarre ossigeno dall’acqua di mare attraverso la elettrolisi.

Questo consentirebbe immersioni di lunga durata, fino ad un massimo di 8 ore.

Immersed Senses

A distanza di qualche mese “Immersed Senses” è rimasto un puro esercizio di stile e design ma continuiamo a pensare che prima o poi…

8 Risposte

  1. Matteo Angelotti
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    Come si compensano le orecchie?

  2. Massimo Boyer
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    Se ci fossero i soldi da investire… gia’ da qualche anno pensavo a una maschera con schermo OLED dove sott’acqua sfogli (magari battendo le ciglia) l’Atlante del Reef, e identifichi le specie che vedi direttamente sul posto… Questo ovviamente supera la mia immaginazione, con la branchia a batteria e il respiratore incorporato.
    Manca una molletta al naso per la compensazione, ma e’ il meno.

  3. Antonio Colacino
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    Molto interessante ! Le orecchie si compensano come fanno i palombari con lo scafandro, semplicemente deglutendo e dopo un po’ nemmeno quello…parola di palombaro!Inizialmente qualcuno potrebbe impiegare un semplice stringinaso, ma vi assicuro che in breve sarà inutilizzato. Piuttosto sarebbe interessante capire se la distanza tra gli occhi e lo “schermo” potrà permettere la visione attraverso il mirino della custodia della macchina fotografica.

  4. sergio gamberini
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    e’ molto interessante leggere la curiosita’ e l’interesse per questi esercizi estetici. Tuttavia una parte di quanto si immagina esiste gia’ ed ha ricevuto delle risposte pratiche . OCEAN REEF ha focalizzato tutta la sua divisione articoli subacquei sui sistemi integrati e quindi su maschere in cui la respirazione , l’illuminazione , la comunicazione e I dati sono in un unico elemento. Soluzioni che danno gia’ risposte ai dubbi dei lettori per quanto riguarda la compensazione (solo per fare un esempio). Colpa ns se non esiste ancora una sufficiente conoscienza di cio’ che la tecnologia TUTTA italiana e’ in grado di offrire . Un invite comunque a tutti gli appasionati subacquei a “farci domande” e provare I nsotri prodotti . Forse potremo sorprendervi piu’ di quanto immaginate
    Grazie
    Sergio Gamberini – OCEAN REEF Group

  5. MaxK61
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    @Sergio Gamberini: complimenti, prodotti innovativi ed interessanti però sul Vs sito non trovo rivenditori in Italia. Unico riferimento quello di Genova (ma forse è la sede legale). Altre città/riferimenti/contatti?

  6. MaxK61
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    x Sergio Gamberini: Prodotti innovativi ed interessanti. Ho visitato il Vs sito ma non sono riuscito a trovare riferimenti di dealers italiani. L’unico riferimento è Genova ma forse è la sede legale.
    Dove posso trovare informazioni / riferimenti / contatti per altre città (Roma/Milano)?

  7. Fabio
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    I designer, disegnano ma non sanno niente di fisiologia e di fisica.
    A parte i problemi dervanti dalla repirazione di Hydrox che non é una miscela “ricreativa” c’è da aggiungere che la suddetta miscela non può contenere oltre il 4% di ossigeno per il rischio di esplosioni.
    Esperimenti condotti nel passato con miscele Hydrox prevedevano una miscela d viaggio dalla superficie fino alla profondità ove é respirable una miscela al 4% di ossigeno, cioè almeno 40 mt, ergo: l’Hydrox é respirabile solo dopo i 40 mt!
    Resta da vedere comunque come realizzare la miscela corretta una volta ottenuti i gas per elettrolisi, infatti l’elettrolisi produce una miscela con circa il 30% di ossigeno.
    Oggi guardiamo al futuro, ma il futuro é già qui: la possibilità di uso di miscele Nitrox e Trimix e soprattutto i respiratori a circuito chiuso e semichiuso hanno esteso le possibilità d’immersione al punto che il limite é costituito dal tempo di decompressione che é possibile portar a termine in acqua, senza ausilio dei sistemi iperbarici.
    Le tecnologie ci sono, ma sono i numeri del mercato che non ne consentono uno sviluppo rapido.
    Nel 2014 la grande maggioranza dei subacquei ancora s’immerge utilizzando aria! E che aria!
    I soliti motivi di mercato, uniti alla negligenza degli organi di controllo hanno fatto sì che sia molto raro trovare chi carica le bombole con aria che non sia avvelenata e maleolente!

  8. CLAUDIO MASSIMO
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    Buongiorno

    Ma questo casco futuristico è solo rimasto un progetto ? o esiste qualcosa uguale già in commercio? io per ora sono interessato un casco trasparente come raffigurato. Mi potete aiutare ?
    Cordiali Saluti
    Max

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