Immersioni Subacquee e Vita Marina – O.S.M.

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Il nuovo evento OSM  del 16 Maggio alla Lega Navale di Ostia

osm_ostia01Ostia Lido, tardo pomeriggio di venerdì 16 maggio.
Stiamo aspettando che i subacquei ci raggiungano alla storica sezione della Lega Navale Italiana. Il cielo è coperto e c’è vento. Quel vento che i sub detestano e che i velisti amano, accarezzandolo anche solo col pensiero. Stasera si discute di “Immersioni subacquee e vita marina”.

Alle 18.40 siamo tutti, anche i coraggiosi che partendo da Roma sono rimasti in fila per più di un’ora sulla “Cristoforo Colombo” o gli amici che sono passati a salutarci, come il recordman Fabio Pajoncini Ottaviani. Dopo un saluto di Luigi Cassetti, del Gruppo Subacqueo LNI Lido di Ostia si abbassano le luci e inizia il seminario.

I primi fendenti li sferra Andrea Neri, direttore EMDE e responsabile Tecniche subacquee della OSM.

E giù a scagliarsi contro quei turisti subacquei che scendono in mare con un’attrezzatura da far paura. Brutta e pericolosa. Non solo per loro ma anche per la fragile vita sottomarina. Molte, troppe volte – ha detto Neri – si osservano sub in immersione muoversi come un “elefante in una cristalleria”. Occorre avere rispetto del mare come quando si è ospiti in casa d’altri: non si sporca, non si fa rumore, non si rompe nulla e non si porta via niente.

Non sono mancate le foto didattiche, dove le fruste dei sub in immersione avevano andamenti indistinti, quasi serpenti che si aggrovigliavano pericolosamente. Di chi è la colpa? “Non loro, o meglio, non solo loro ma soprattutto di chi li ha formati”.  Quando ci si muove sott’acqua è necessario farlo con garbo, avendo un buon assetto e scegliendo lo stile di pinneggiata adatto all’ambiente in cui ci troviamo. Bisogna studiare, formarsi, conoscere la vita marina. Perché non ci sono solo cernie e aragoste ma c’è un universo, a noi sub, troppo spesso sconosciuto.

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da sx: Andrea Neri, Cinzia Forniz, Massimiliano Falleri

Mentre il sole calava sulle vele del Lido regalandoci un rosso inatteso ha preso la parola Massimiliano Falleri, istruttore subacqueo del Coordinamento Nazionale Divisione Subacquea MAREVIVO. A quel punto l’attenzione si è spostata sull’assetto e sul trim che dovrebbero essere insegnati da subito, sin dai corsi OWD. Spesso i ragazzi freschi di brevetto non sanno cosa sia un buon assetto subacqueo. Saperlo mantenere durante tutta l’immersione è importantissimo. Poi ha puntato il dito contro la formazione di certe guide e di certi diving che per “fare cassa” riempiono di sub i gommoni per le uscite in mare. Così facendo si perde il controllo del gruppo, che diventa ingestibile a scapito della sicurezza ma anche – molto spesso – del rispetto dei fondali. Le foto di subacquei che alzano nuvole di sedimento dal fondo come se camminassero sulle pinne non si fanno attendere, così come quelle sugli ancoraggi killer.

Terzo e attesissimo intervento quello di Cinzia Forniz, biologa marina e Referente Scientifico dell’AMP Secche di Tor Paterno.

“ Io sono colei che da voce a quelle creature sottomarine che voce non hanno “ ha esordito la Forniz, riprendendo un passaggio della relazione di Andrea Neri. La biologa ha mostrato le splendide foto di eunicelle, paramuricee e margherite di mare raccontandone le abitudini, l’habitat e le caratteristiche. Ha spiegato di misteriosi “matrimoni del mare” tra la paramuricea clavata e l’astrospartus (o stella gorgone) che si aggancia sulla gorgonia e ne sfrutta le correnti. O ancora di come la paramuricea diventa talvolta una “nursery” accogliendo – tra i suoi rami rossi – le uova di alcuni pesci. Cinzia Forniz narrava della bellezza dei nudibranchi come se raccontasse dei suoi bambini. Come una madre che sa di doverli proteggere.

Ha spiegato dei danni che può creare anche il solo poggiare una mano sulla roccia o il planare incontrollato di un subacqueo sopra una prateria di posidonia, sulle cui foglie si nasconde una fragilissima quanto microscopica vita. A fine seminario siamo tutti stanchi. Il buio è sceso sul Lido di Ostia e sulle barche di cui si intravedono ormai solo le sagome delle vele.
Grazie a tutti. E’ stato bello ritrovarsi insieme con un unico comune obiettivo: essere veri amici del mare.

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Luca Biasci.
O.S.M. – Opificium Studiorum Maris | Press Agent
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