Intervista a Gianluca Genoni

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Una curiosità: come fai, tecnicamente, a compensare le orecchie durante una discesa velocissima, trainato dallo scooter?

La compensazione per gli apneisti a volte può essere un grande limite, non nel mio caso, fortunatamente.

In poche parole, quando faccio discese particolarmente profonde, richiamo aria in bocca alla profondità di circa 40m, fino a riempirla, blocco la glottide e utilizzo quest’aria per compensare a grandi profondità.

Lo scooter raggiunge una velocità di circa 110 m al minuto, quindi veloce ma non più della slitta che ho sempre utilizzato per fare i miei record.

genoni

 

E come si fa, per 18 minuti, a non pensare alla “fame d’aria”. Dopotutto privarsi del respiro è un atto contro natura…

 Restare per 18 minuti senza respirare è principalmente un esercizio mentale e di autocontrollo. I 18 minuti li ho fatti dopo aver respirato ossigeno e questo ha distorto tutti i segnali di “fame d’aria“: ho avvertito le prime contrazioni dopo circa 11 minuti e sono rimaste costanti e mai forti fino ai 18’. A dire la verità non ho fatto particolarmente fatica a raggiungere i 18’ ed ho interrotto la mia prova solo perché non li avevo mai raggiunti e volevo incrementare gradualmente, durante altri test ho superato i 20’ e ho fatto meno fatica rispetto a quando raggiungo 8’ respirando aria normale

Non so se trattenere il respiro sia un atto contro natura, per me, così come per la maggior parte degli apneisti non lo è, restare in apnea da delle sensazioni positive, di benessere e rilassatezza molto lontano dal pensiero comune che non respirare sia una prova di forza o di coraggio

L’articolo completo è su Scubazone n. 43

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