Io e la subacquea. I nostri primi sei mesi insieme

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Torno a casa da lavoro, è giovedì sera, le giornate si stanno allungando e, dopo un mese di pioggia quasi ininterrotta, sento finalmente il sole scaldarmi la pelle dal finestrino del treno.

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Costretta da quasi 9 anni ad una vita da pendolare per inseguire il lavoro dei miei sogni, ogni volta che mi affaccio ad un finestrino, che sia di un treno, di un aereo o solo di una macchina, mi ritrovo a sognare di essere altrove.
Dove vorrei essere?
Ho solo l’imbarazzo della scelta.

È trascorso solo qualche mese dalla mia prima vacanza subacquea a Sharm El-Sheikh, dal mio corso di sub e dalle prime immersioni della mia vita. Ricordo le difficoltà iniziali, la voglia di mollare tutto, i pomeriggi passati a rispondere ai quiz invece che a prendere il sole, e le serate in cui mi trascinavo per Naama Bay combattendo contro il sonno. Ricordo la stanchezza, il freddo e una muta noleggiata che proprio non ne voleva sapere di salirmi, ma ricordo anche l’emozione e la soddisfazione per aver “conquistato” il mio primo brevetto Padi.
Vorrei essere di nuovo qui? Certo che lo vorrei.

Sono passate solo poche settimane dal mio viaggio alle Maldive.

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