Le bolle di Ornella

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Molti sub amano immergersi non solo per l’opportunità di incontrare le proprie creature marine preferite, ma anche per aumentare le possibilità di conoscere persone che condividono la stessa passione.

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Nella subacquea, quindi, gli incontri sono per natura di due tipi: quelli prettamente naturalistici e quelli, spesso molto più complessi, con altri subacquei.

I lettori di Scubazone e i visitatori di ScubaPortal conoscono certamente lo stile ironico e sagace dei testi di Claudio Di Manao, che nei suoi libri e articoli descrive gli stereotipi più comuni dei comportamenti umani sottomarini.

Recentemente, anche una nota rivista sub inglese ha proposto una categorizzazione semiseria, in cui si elencano i tratti più comuni dei sub “ritardatari”, “monopolizzatori” (che non si curano degli spazi altrui in barca), “super accessoriati” (più interessati al proprio look che all’ assetto), “fotografi ad ogni costo” (che guardano tutto attraverso la propria fotocamera dimenticandosi del mondo circostante), “maratoneti” (che invece di godersi il paesaggio sembrano avere una gran fretta), e “aspirapolvere”, i cui consumi d’aria potrebbero essere certamente migliorati, per il bene di tutti.

 

Oltre l’ironia, purtroppo sappiamo bene che gli incontri umani possono certamente cambiare il corso di un’immersione e, nei casi peggiori, di tutta una vacanza.

Tra gli incontri sub preferiti, gli squali sono certamente al primo posto, insieme a delfini, mante, tartarughe e razze. Non stupisce, quindi, che le situazioni più critiche nell’interazione tra uomo e natura avvengono proprio con gli squali.

 

L’articolo completoè su ScubaZone 54

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