Le mie immersioni

pubblicato in: News | 0

Mr. Thistlegorm era il titolo che appioppavano alle guide squinternate che non solo morivano dalla voglia di andarci, su quel relitto, ma che tornavano con gli stessi i subacquei coi quali erano partiti, tutti vivi e contenti. Io ero una di quelle guide.

claudio di manao

Anni prima, quando in quel di Sharm ero ancora un pivello, una divemaster cui ero stato affidato sosteneva davanti ai gruppi di subacquei che il giardino di corallo di Jackson Reef fosse la sua immersione preferita. Era una giovane fanciulla di nome Janaan. Pensai fosse pigra. Sapevo già che a cercare gli squalazzi bisognava faticare un po’. Gli squali veri (i pinna bianca da scogliera valgono come il due di coppe) pascolavano nel blu o nelle zone dove le correnti trattano i subacquei come degli sherpa. Ovviamente ero ancora all’oscuro di una certa resistenza degli equipaggi a lasciarti fare immersioni in drift. La loro fissa sull’immersione dall’ormeggio, la shamandura, suggerì il titolo di un noto romanzo. Ma le immersioni squalo avevano controindicazioni anche se effettuate in corrente. Per farla breve, anche a cercare gli squali nel posto giusto c’era il rischio che la barca ti cercasse nel posto sbagliato.

Un’altra incognita erano i subacquei. Non tutti erano in grado di mantenere la quota nel blu, o pronti a farsi trattare dalle correnti come calzini in una lavatrice. Ma l’incognita più incognita di tutte erano proprio gli squali. A differenza di acropore e gorgonie, facevano quel cavolo che gli pareva.

Con il relitto del Thistlegorm andava molto meglio: si muoveva poco. In centinaia di volte che ci sono andato, si spostò di brutto una volta sola. Mi piaceva il fatto che ci fosse da faticare, da trafficare con guanti da cantiere, da sfoggiare maestria con le gasse sotto tensione, con strategie raffinate nell’ormeggio, nei tempi e nei percorsi dentro e fuori le stive. C’era da saltare giù dalla prua, nel mare mosso, spesso con un cavo d’acciaio in spalla. L’ho detto: era un’immersione da squinternati.

Un giorno smise di piacermi.

Articolo completo su ScubaZone 55.

Lascia una risposta


*