L’elica della Haven

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“Sale la nebbia (sui prati bianchi)…”, così caratava De Andrè in Inverno.

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Fatte le dovute proporzioni e dopo aver sostituito i prati bianchi con la distesa delle teste del motore della Haven, la situazione nebbiosa è quella che ci accolto entrando in sala macchine del gigante del Mediterraneo.

La superficie è blu elettrica, la visibilità dicono sia in netto miglioramento rispetto ai periodi passati e io sono speranzoso anche se l’obiettivo della nostra immersione è tutto al chiuso.

Abbiamo compiuto i dovuti check a pelo d’acqua, chi in circuito aperto che in circuito chiuso. Dopo aver eseguito lo scambio di un triplice OK con il mio compagno d’immersione esclamo: “Giù! Ci troviamo al fumaiolo”. Una volta raggiunto il primo check point per procedere nell’immersione, lasciamo una stage ciascuno alla cima che connette il fumaiolo con la superficie. È qui che torneremo più tardi, ora dobbiamo scendere ed essere agili e con l’attrezzatura adesa al corpo per procedere meglio durante la stretta penetrazione.

Conduco la discesa fino all’ingresso in sala macchine. Oggi proviamo a entrare da un punto diverso, dal retro del fumaiolo, verso poppa. Sgonfiato il GAV, entriamo in un ampio buco nero e già arrivano le prime avvisaglie di scarsa visibilità. Tanto era bello fuori, tanto è lattiginoso qui dentro.

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