L’oceano in un metaverso

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Massimo: Non so se ne sono contento: da un lato capisco che il Metaverso può raggiungere tutti, giovani e meno giovani, per far comprendere con un linguaggio chiaro  e piacevole l’oceano e i suoi problemi, e per sollecitare azioni concrete. Dall’altro lato non vorrei che per qualcuno questo meraviglioso oceano virtuale, più bello e ricco del reale, diventasse un sostituto di quello vero, un miraggio.

metaocean

Marco: Non sono d’accordo. Il Metaverso in questo caso ci aiuta ad “immergerci” nel richiamo che arriva forte e che si esprime in quella che è la prima mostra fotografica virtuale dedicata agli oceani. Ecco il

link per accedere a MetaOcean: https://www.zeropixel.it/metaocean/, attraverso la visita ognuno potrà giudicare.

La mostra fotografica apre una serie di progetti volti a sensibilizzare anche i più giovani sull’importanza della salvaguardia della biodiversità degli oceani e la lotta alla pesca illegale e pratiche come lo shark finning, il crudele del taglio delle pinne che sta decimando gli squali.

In uno spazio Isle sono stati inseriti una Gallery di fotografie subacquee scattate dal sottoscritto in diversi paesi nel mondo, un crypto obj di Lupo Daturi, mio figlio di 11 anni, e un portale per accedere ad uno spazio Outdoor di Sea Shepherd.

Gli oceani hanno bisogno di noi. Nei miei viaggi ho constatato da vicino troppo spesso la totale mancanza di rispetto per il mare. Attraversando l’Indonesia ci siamo imbattuti in isole di plastica. Nei mercatini asiatici la vendita di pinne di squalo e cavallucci marini secchi è purtroppo ancora praticata. Senza andare troppo lontano anche le nostre acque si stanno impoverendo molto velocemente con discariche sommerse e pratiche di pesca illegale all’ordine del giorno.

MetaOcean ci introduce in un nuovo ambiente, con immagini volte a mostrare la bellezza di un mondo ancora poco conosciuto, quello sommerso, che rischiamo di perdere se non ne avremo cura. Il metaverso è sicuramente il futuro.

Articolo completo su ScubaZone 62

 

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