Mares EOS strobe

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Una luce stroboscopica è senza dubbio un valido segnalatore visivo per rendere qualcosa facilmente individuabile a 360 gradi dagli occhi del subacqueo in immersione.

eos strobe

In immersione notturna, si potrebbe posizionare una luce stroboscopica sulla propria bombola per rendersi sempre facilmente riconoscibili dai compagni, inoltre fissandone una alla propria boa di segnalazione (tant’é che alcune sono giá appositamente disegnate con un foro che ne permette l’inserimento), la luce emessa permetterà ad eventuali assistenti di superficie di monitorare costantemente la posizione dei subacquei in immersione, evidenziando inoltre la presenza del galleggiante a possibili imbarcazioni in transito in modo che si tengano alle dovute distanze di sicurezza. Un altro contesto in cui una luce stroboscopica rappresenta un valido dispositivo di sicurezza è senza dubbio l’immersione in ambienti caratterizzati da acque torbide o comunque affette da scarsa visibilitá: per questo motivo si potrebbe optare per fissarla sull’ancora o sulla sua catena in caso ci si stia immergendo da barca, al fine di essere certi di non mancare il punto di risalita, oppure nel caso di immersione con accesso da riva si potrebbe optare per fissare la strobo alle scalette o all’eventuale punto di uscita per renderlo sempre ben riconoscibile.

Ma non necessariamente una luce stroboscopica deve essere associata ad una immersione notturna o con scarsa visibilità, e per questo mi ricollego ad un articolo letto sul blog della Mares, riguardante il test eseguito da Aldo Ferrucci sulla Mares Eos Strobe, in cui veniva specificato che il team di subacquei l’aveva utilizzata per lo più posizionandola alla base della cima di risalita durante una serie di immersioni tecniche.

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