Pharmacology applied to Diving and Nitrogen Narcosis

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Il 16 Gennaio 2014 si è svolto un nuovo appuntamento con O.S.M. – Opificium Studiorum Maris. In una delle aule del Centro Didattico Polivalente del dipartimento della Salute dell’Università di Firenze, il tema trattato è stato “La farmacologia applicata all’immersione subacquea e alla narcosi da azoto”.

osm16012014_2Patrizia Maiorca

L’incipit dell’incontro è stato effettuato dalla nota campionessa mondiale di immersione profonda in apnea e membro del Comitato Scientifico O.S.M., Patrizia Maiorca. Con le sue parole, è riuscita a introdurre il problema legato alla narcosi da azoto, spiegando come sia fondamentale prevenirlo perché: “è la causa principale di una interminabile lista di gravi incidenti” . Per spiegare quanto sia irrazionale il comportamento di chi viene colpito dall’ebbrezza da profondità, Patrizia Maiorca ha proseguito narrando un fatto accaduto durante un tentativo di record del padre Enzo, il primo ripreso in diretta dalle telecamere: “con mia sorella Rossana (anch’essa detentrice di alcuni primati mondiali) stavamo prendendo il tempo d’immersione e improvvisamente dopo pochi secondi vedemmo un ribollire di schiuma e papà uscire in mezzo ad essa schiumante di rabbia. In quell’occasione un assistente di profondità, aveva incidentalmente interrotto la discesa entrando in collisione con mio padre impedendo così il tentativo di record.

I relatori dell'incontro
I relatori dell’incontro: Maria Grazia Giovannini, Andrea Neri, Corrado Costanzo

Successivamente abbiamo scoperto che tale “inconveniente” è stato una fortuna, perché un’altro assistente posizionato alla profondità massima (90 metri) era vittima della narcosi. Questo subacqueo, che respirava aria e non miscele ternarie (eravamo nel 1974), aveva strappato tutti i “testimoni” (targhette con la profondità segnata) che segnalavano la quota negli ultimi metri vicini alla soglia del record. Il sub in preda alla narcosi fu salvato dai propri compagni di immersione non senza difficoltà, visto il grado di ebbrezza a cui era arrivato. Per fortuna quindi, mio padre non era sceso in zona record…”

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Prof. Corrado Costanzo

Dopo la coinvolgente introduzione di Patrizia Maiorca, si è entrati nel vivo del seminario e ha preso la parola il Professor Corrado Costanzo, docente di medicina subacquea e iperbarica all’Università di Trapani e direttore del Centro Iperbarico Romano, con la sua presentazione “Etiopatogenesi della narcosi da azoto“. Costanzo, dopo aver introdotto gli aspetti critici della narcosi da azoto, ha fatto presente che: “si deve temere la narcosi perché è un killer perfetto che non lascia traccia, ma non si deve mettere paura riguardo a questo argomento, perché abbiamo già la soluzione nelle nostre mani”. La relazione, dopo un’introduzione legata alla scoperta e allo studio del fenomeno nella storia della subacquea, si è incentrata in maniera molto dettagliata sui meccanismi neurofisiologici che portano un soggetto a soffrire di questa ebbrezza da profondità: “Quando si arriva a determinate pressioni parziali di gas inerte, all’interno delle cellule nervose, si verifica il fenomeno iceberg, ovvero le molecole d’acqua, presenti nella composizione cellulare, tendono a circondare il gas disciolto formando delle vere e proprie isole che vanno a locarsi vicino alla membrana cellulare. Questo fenomeno ha lo stesso effetto di un aumento di volume della membrana che porta alla diminuzione della sua conduzione elettrica, rallentando progressivamente il passaggio dello stimolo. In prima battuta questo avviene per gli stimoli inibitori, poi anche per quelli eccitatori. Quando avviene la totale assenza di entrambi gli impulsi sopraggiunge la perdita dei sensi”. Costanzo ha sottolineato quindi la proporzionalità diretta che lega la pressione parziale dell’azoto e il manifestarsi della narcosi, maggiore è la pressione parziale maggiori saranno gli effetti. Ha inoltre ricordato che: “non esiste una regola comune per tutti i subacquei. La narcosi è soggetta anche a molti altri fattori legati alle condizioni psicologiche e fisiche personali e alla condizione ambientale della particolare situazione”.

Andrea Neri
Andrea Neri

Dopo il punto di vista medico con il quale Corrado Costanzo ha analizzato i meccanismi che scatenano la narcosi da gas inerte, è intervenuto Andrea Neri, Technical Instructor Examiner e direttore E.M.D.E – Eligere Magistrum in Diving Education. Neri con la sua relazione “Gestione della narcosi da azoto” ha affrontato il problema della narcosi da azoto, sviscerandolo in maniera pragmatica, cercando di osservarlo dal punto di vista pratico del subacqueo sul campo. Dalle parole del direttore E.M.D.E. si evince chiaramente la sua posizione riguardo alle immersioni profonde ad aria: “Al giorno d’oggi, con le tecnologie che abbiamo a disposizione e con la possibilità di utilizzare le miscele sintetiche adatte al tuffo in programma, è un rischio troppo alto affrontare questo genere di immersioni con la presunzione di poter gestire la narcosi sottovalutando, incautamente, il rischio ad esse connesso. L’ebbrezza da gas inerte è influenzata da così tanti fattori variabili e sensibili, che anche il sub più esperto non può presumere di calcolarli e di gestirli in applicazione ai più elementari principi della sicurezza”. Neri ha elencato in seguito i principali motivi per cui spesso non vengono utilizzate le miscele giuste per le immersioni profonde: “il primo motivo è dovuto al costo elevato e alla scarsa reperibilità delle miscele trimix. In seguito si incontra la scarsa conoscenza delle miscele ternarie con la conseguente nascita di diffidenza verso quella che invece è l’unica soluzione al problema.”

Prof.ssa Maria Grazia Giovannini
Prof.ssa Maria Grazia Giovannini

Come ultima parte del seminario, la Professoressa Maria Grazia Giovannini, docente di farmacologia presso l’Università di Firenze, ha presentato “Le interazioni farmaco/narcotiche nelle immersioni subacquee”. Nella prima parte Giannini ha elencato quali sono i farmaci che vengono spesso utilizzati dai subacquei, sia come risoluzioni di eventuali impedimenti all’immersione stessa, sia come cure per patologie comuni non dovute direttamente allo svolgimento dell’attività subacquea. Di grande valore è stato lo sfatare, da parte della professoressa, di alcuni miti e luoghi comuni legati ai farmaci e alle immersioni, che spesso emergono e proliferano nelle comunità fai da te e nei forum online. La dottoressa Giannini ha rimarcato il fatto che: “non ci sono farmaci che possono impedire o alleviare gli effetti della narcosi da azoto. Al contrario, molti prodotti, tendono ad amplificarne i sintomi andandosi a sommare all’effetto del gas inerte. E’ quindi sempre necessario fare presente al medico la volontà di affrontare immersioni durante la cura o, in caso di farmaco che non richiede prescrizione, leggere il foglietto illustrativo. Purtroppo non in tutti i farmaci c’è un riferimento diretto alle immersioni subacquee, ma sicuramente un farmaco che non permette di mettersi alla guida, non permette neanche di andare sott’acqua”. Purtroppo dalla presentazione della farmacologa, si evince quanto sia ampia la gamma di farmaci che vanno ad agire di concerto con la narcosi da azoto, peggiorandone gli effetti. Come esempio sono stati presi gli antistaminici e i decongestionanti nasali, due tipologie di prodotti assunti spesso dai sub nelle vicinanze dei propri tuffi. In conclusione la Professoressa ha stigmatizzato gli effetti devastanti che alcool e cannabinoidi hanno sulla salute del subacqueo e quanto questi possano contribuire ad un rapido excursus della narcosi da gas inerte.

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Il seminario si è concluso con la consegna di un attestato di partecipazione a tutti i presenti in sala che hanno lasciato l’aula portando con loro la conoscenza della narcosi da azoto nei minimi dettagli, ma sopratutto la consapevolezza della necessità di prevenire il problema alla radice per mettere il “killer silenzioso” all’angolo e godersi a pieno le meraviglie del mare ad ogni profondità.

La madrina dell’evento, la presidentessa di Opificium Studiorum Maris, Sonia Petruso, nel ringraziare tutti i partecipanti, ha ricordato quali saranno gli eventi in programma: “il primo si terrà il 7 Marzo, all’interno del convegno Otosub organizzato presso la base della Marina Militare di Augusta e nel quale Andrea Neri parlerà di “Stress e Panico in immersione”. Poi ci vedremo a Bologna al 22° E.U.D.I. – Salone Europeo delle Attività Subacquee, dove presenteremo il Master della Subacquea sulle miscele sintetiche “Mixed Gas diving in the prevention of decompressioni Sickness”, nei giorni 13,14,15 Marzo”.

Luca Biasci.

O.S.M. – Opificium Studiorum Maris | Press Agent

mail to: luca.biasci@aol.com

mobile: +39 338 1153727

www.opificiumstudiorummaris.it

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La presidentessa OSM, Sonia Petruso con Andrea Neri e il collaboratore Gabriele Vannelli
Le brochure dell'incontro
Le brochure dell’incontro

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