Polinesia, sognare si può

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Soltanto a nominarla, la Polinesia risveglia sogni e desideri ancestrali di chi ama i viaggi e le immersioni. Affermazione plausibile, dato che parliamo di veri paradisi terrestri, atolli corallini di struggente bellezza disseminati nell’oceano a latitudini tropicali, spesso identificati con nomi altisonanti come  Bora Bora, Tahiti o Rangiroa o Moorea.

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In realtà la Polinesia è una regione molto più ampia, facente parte delle regioni dell’Oceania e comprendente migliaia di isole e arcipelaghi (Hawaii, Tonga, Cook, Polinesia Francese, Isola di Pasqua per citarne alcuni) tutti emergenti dall’Oceano Pacifico, ma differenti fra loro dal punto di vista geologico e paesaggistico e appartenenti a diverse nazioni fra cui gli Stati Uniti, la Francia, il Regno Unito, il Cile e la Nuova Zelanda.

Non basterebbe un libro per descriverli tutti, pertanto in questo articolo ci concentreremo sulla Polinesia Francese e in particolare su Rangiroa, perla assoluta di questo meraviglioso paradiso.

La Polinesia Francese, area geografica fra le più remote del pianeta, è una collettività d’oltremare (COM) della Repubblica francese della Polinesia, costituita da 118 isole di origine vulcanica o corallina distribuite in cinque arcipelaghi: Arcipelago delle Marchesi, Arcipelago delle Società, Arcipelago delle Tuamotu, Arcipelago delle Australi, Arcipelago delle Gambier.

In Polinesia Francese ci si arriva con la sua compagnia aerea di bandiera Air Tahiti Nui, con voli regolari da e per Tokyo, Osaka, Los Angeles, New York, Auckland, Sydney e Parigi e si atterra al Faa’a International Airport, situato a circa 5 km dalla capitale Papeete nell’isola di Tahiti. Qui l’accoglienza è quanto di più allegro e folcloristico un turista possa aspettarsi, con orchestrina di chitarre e ‘ukulele’ che suonano dolci melodie polinesiane e profumatissime collane di fiori offerte in dono dal personale di terra che saluta con ‘Ia orana!”, simile al nostro “Ciao” o “Buongiorno”.

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