Scuola OTS

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Oramai stufo di vivere dietro i fornelli , spinto dalla passione per la subacquea decido di iniziare a  documentarmi sulla professione dell’ OTS, in rete trovo molte opinioni di addetti ai lavori molto discordanti tra loro, chi sprona i giovani a iniziare e altrettanti a non provarci nemmeno, io naturalmente spinto dalla mia testardaggine decido di provarci!

In Italia le scuole che si occupano di questo particolare mondo sono veramente poche e purtroppo in continua lotta tra loro, il caso vuole che leggendo molti commenti positivi decido di chiedere informazione all’ Hydrolab di La Spezia, vengo contattato da Luca Berti, il coordinatore didattico che molto gentilmente mi invita presso la scuola per una visita, colgo l’occasione al volo e parto in direzione Spezia. Arrivato in zona porto vedo un grosso complesso nuovo fiammante che si affaccia sulla darsena Pagliari, dove all’interno si trovano aziende operanti nel settore navale e naturalmente la nuova sede della scuola. Dopo una lunga chiaccherata riparto verso Milano, dal quel momento passa circa un anno, passato a pensare e ripensare al futuro e finalmente arriva la decisione, inizio!

Passate le miriade di visite mediche per l’idoneità, arriva il momento tanto agognato, il primo giorno in piscina .Galvanizzato e forse troppo gasato da tutto i filmati trovati in rete mi aspetto di infilarmi la muta il casco da palombaro e ….. invece iniziamo un lungo mese e mezzo di allenamento e potenziamento fisico e soprattutto psichico. Prove estenuanti per un fisico poco allenato e appesantito da troppi vizi culinari, ma le ore ed i giorni passano davvero veloci. In aggiunta alla preparazione fisica c’è anche un programma di materie teoriche che spaziano da un corso base di inglese, fisica e fisiologia subacquea, arti marinaresche, sicurezza sul lavoro, saldocarpenteria, primo soccorso e ultima ma non meno importante una grande conoscenza delle attrezzature per le immersione rifornite dalla superficie. Con grande stupore scopro che gran parte dei docenti sono membri della Marina Militare Italiana e piu’ precisamente del famoso distaccamento dei Com.sub.in del Varignano, direi un’ opportunità da non sottovalutare.

Per poter accedere alle fasi successive dobbiamo superare una serie di prove, solo per citarne qualcuno e per poter dare l’idea del livello di professionalità degli istruttori dobbiamo nuotare con pinne maschera ed areatore per un totale di 300 metri in 5 minuti, potrebbe sembrare semplice ma vi assicuro che c’è da correre….  ancora , il sostentamento a corpo libero con 4 kg di zavorra, la vestizione in apnea, una serie di nodi da svolgere sempre apnea ma con una maschera completamente oscurata e molti altri altrettanto impegnativi.

Con questo breve racconto sono riuscito a raccontare quello che è successo fino a oggi, ma adesso arriva la parte piu’ interessante ma mentalmente impegnativa, il primo approccio al mitico

Kirby Morgan.

Ma preferisco lasciare ancora un alone di curiosità….

Presto racconterò i nuovi progressi e le nuove sfide per diventare un vero sommozzatore.

OTS

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