Solo Diving. Da soli sott’acqua?

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Solo diving: sempre più spesso sentiamo questa espressione, che per capire bene dobbiamo tradurre dall’Inglese:

in inglese la parola “solo” indica il solista in un orchestra musicale, o chi fa qualcosa in solitaria. Solo diving è quindi un’immersione in solitaria, da soli, senza il buddy che tutte le didattiche ci hanno sempre insegnato essere necessario. Ma come? E adesso non serve più a niente? Possiamo buttarlo?

Un tempo la pratica dell’immersione in solitaria era considerata una branca dell’immersione tecnica, ma sempre più spesso la vediamo descritta come pratica accettabile per i subacquei ricreativi responsabili e esperti. Almeno in alcune situazioni, quali?

  • _DSC1600 Fotografia e video sub. Un caro amico dice che i fotografi subacquei si immergono a bomba: nel senso che, appena si trovano a livello del fondo, si disperdono in tutte le direzioni possibili (lasciando solo il povero divemaster) per poi ritrovarsi in barca a fine aria. Scherzi a parte, stare soli quando si fotografa ha dei vantaggi: non c’è il compagno che con le sue pinne solleva la sabbia, non c’è la pressione del gruppo che aspetta, abbiamo tutto il tempo per mettere a suo agio il soggetto, non abbiamo la distrazione di dover badare a qualcuno (essere buddy è reciproco, anche se spesso il fotografo tende a dimenticarlo).
  •  In viaggio. Se siamo in viaggio da soli e facciamo immersioni, di solito il diving center ci assegnerà un buddy d’ufficio. Uno sconosciuto… A meno di colpi di fortuna (sappiamo di coppie solide nella vita nate così), un buddy incompatibile, con un livello di esperienza e di abilità troppo diverso dal nostro, può alla fine risultare un pericolo, per la nostra e sua incolumità.

 

A volte essere soli è inevitabile… vedi il video.

Fattori di rischio. Rinunciare al buddy significa rinunciare non solo alla sua attrezzatura di riserva, ma anche a un cervello di scorta. Solo diving significa essere autosufficienti come attrezzatura, ma anche essere preparati mentalmente a risolvere da soli un eventuale problema. E questo richiede una grande preparazione.

Corsi per solo diver. Esistono, almeno negli USA, dal 2001, in Italia da qualche anno. Sono sempre oggetto di dibattiti e contestazioni, ma si basano su alcune considerazioni: la prima è che molti sub si immergeranno comunque da soli, con o senza una preparazione specifica, usando attrezzature e tecniche inappropriate. A questo punto, meglio negare l’evidenza o offrire corsi specifici?

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  •  Uno dei prerequisiti necessari è ovviamente l’esperienza, che di solito si traduce in un numero minimo di immersioni sul log-book (di solito 100) e in un test iniziale sulle abilità di base.
  •  Il solo diver deve saper calcolare in modo accurato il proprio consumo di miscela respiratoria, per non rischiare di rimanere senza sul più bello. Deve avere una sorgente di gas respiratorio indipendente e sufficiente per tornare in superficie. Deve saper assemblare, trasportare e utilizzare un efficace sistema indipendente di riserva.
  • Deve saper pianificare con cura l’immersione all’interno dei limiti della propria preparazione, esperienza, attrezzatura, senza lasciare nulla al caso.
  • Deve portare sempre con se equipaggiamento ridondante, che includa una fonte di gas respiratorio alternativa ma anche attrezzi di riserva in apparenza più banali, come un coltello extra per liberarsi da aggrovigliamenti. Un corso per solo diving insegnerà la corretta configurazione, assemblaggio, utilizzo per questa attrezzatura ridondante.
  • In un corso condotto in modo responsabile, oltre alla pianificazione dettagliata, a schemi di navigazione subacquea avanzati, sono presentate simulazioni di scenari di emergenza che devono essere risolti al volo. Fase necessaria, per essere pronti ad affrontare i rischi dell’immersione in solitaria.

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In conclusione, si dovrebbe ricorrere al solo diving solo in caso di necessità, quando sia indispensabile per raggiungere un dato obiettivo o per considerazioni sulla sicurezza. Ovviamente solo dopo aver seguito un corso specifico e dopo essere certi di soddisfare tutti i criteri di preparazione fisica, mentale e tecnica.

Per inciso, partecipare a un corso solo diver può servire, anche se poi si segue il buddy system,  per migliorare le proprie capacità di risolvere i problemi.

Il nostro pensiero finale è: ne vale davvero la pena?

Ci siamo divertiti a fare l’avvocato del diavolo, ma alla fine dei conti, siamo davvero pronti a mandare in pensione il nostro vecchio buddy? Non è meglio tenerlo, insegnargli a non sollevare la sabbia quando fotografiamo, e magari sfruttare la sua abilità (e la sua vista) nel trovare soggetti minuscoli per la macro? Siamo così sicuri di non essere noi ad alzare il sedimento?

 E voi, siete favorevoli o contrari al solo diving? Vi immergereste da soli o preferite farlo sempre con un compagno? Cosa condividete con lui oltre all’immersione? Avete un aneddoto da raccontare su “rapporti occasionali” (di qualsiasi tipo) col buddy d’ufficio fornito dal diving center? Scriveteci usando lo spazio per i commenti.

8 Risposte

  1. Franz
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    io non sono per il SOLO ma è indiscutibile che spesso un compagno è di intralcio.
    E nel momento del bisogno il compagno è raggiungibile? Ti ha visto?
    Se sei davanti e a una distanza tale che ti veda è una cosa, ma sei di dietro, se ti sei attardato di qualche secondo per una foto o per osservare un nudibranco …. il compagno non serve a niente.
    Sono un istruttore con qualche migliaio di immersioni e per fortuna non ho mai assistito ad emergenze subacquee. Tutte le volte che ho donato o ricevuto aria era “programmata”, niente di pericoloso, semplicemente un modo per poter restare qualche minuto in più a guardare lo spettacolo del reef a 5 metri.
    E quei casi in cui il compagno è uno sconosciuto incapace? Mi ricordo un decina di anni fa in Honduras ho fatto tutta un immersione a tener giù una signora che pallonava o si spiattellava sul fondo.
    Per cui la mia considerazione è semplice, va bene con il compagno, ma siate sempre autosufficienti, addestratevi e non lasciate nulla al caso.

  2. Letizia
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    ci si immergiamo in coppia o in gruppo per immersioni poco impegnative viceversa preferisco solo

  3. Livio
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    Se una coppia non funziona meglio un “solitario” in ottime condizioni fisiche e mentali, con un obiettivo da perseguire e capace di uscire dall’acqua vivo.
    Rimando a questo scritto di J.J.Bolanz, davvero illuminante.
    http://www.sommozzatorialme.it/filosofia.html

  4. Antonio
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    Ciao, sono un istruttore da diversi anni e ho praticato e adesso raramente, pratico l’immersione in solitaria. Sono due cose entrambi belle e diverse tra di loro. Inizialmente la cosa è nata per mettermi alla prova cioè per imparare ad essere indipendente poi ci ho trovato gusto nel senso che devi badare solo a te stesso e fai quello che vuoi. Nonostante un incidente grave in cui ho rischiato la vita, la cosa mi aveva preso non male. Tenete presente che tutti i sabato e domeniche mi immergo al lago. Andare dove vuoi, orari disparati, nessun problema di parcheggio e quando se in acqua ci sei tu, macchina fotografica e pesci, libidine. Poi, essendo l’unico del club ad andare in acqua sempre, gli allievi mi hanno reclutato e, messo da parte il mio egoismo, mi immergo quasi sempre con loro, logicamente sono cresciuti e facciamo un bel gruppetto. Logicamente è un piacere condividere con altri quello che hai visto e fotografato e due chiacchiere nel dopo immersioni sono impagabili. Cose diverse ma altrettanto belle. Una raccomandazione per chi pratica la solitaria, non diventare egoisti e musoni, l’ho dico perchè mi sono ritrovato in quella situazione. Comunque buone bolle e scusate il discorsone. Ciao antonio

  5. claudio di manao
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    In alcune zone degli USA, a Cayman Turks etc. non ti affittano la bombola se ti presenti da solo, ma vogliono vedere il brevetto tuo e del tuo compagno e non consentono il solo in configurazione rec neanche se si è fotografi esperti. Ma per queste esigenze, va detto, laggiù sono sorti diving dedicati.

    Personalmente non m’immergo da solo a meno che non abbia un compito specifico da svolgere sott’acqua, perché da solo non mi diverto e la mia esperienza, purtroppo, mi ha portato a diffidare di quelli che smaniano per immergersi da soli.

    ho risolto un paio di emergenze out-of-air sul Thistlegorm, accadute subacquei non appartenenti al mio gruppo. Una era una divemaster che stava sciogliendo l’ormeggio: manometro NUOVO di pacca che segnava 50 bar, invece la bombola era a zero.

    secondo me se si vuole rinunciare al compagno – e al suo cervello – non si può rinunciare alla sua attrezzatura; la ridondanza diventa elemento irrinunciabile per il solo diving.

  6. Fabrizio
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    Sono un istruttore e più di una volta mi sono immerso solo. E’ un’immersione diversa dove,proprio perché sei solo, sei molto più prudente, conservativo e attento. È un’immersione pura dove neanche un secondo è dedicato al controllo del compagno… immersione egoista ma affascinante. Quindi, se un brevetto ti da qualche nozione e preparazione in più… meglio.

  7. Claudio
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    Talvolta è l’unica soluzione per fare immersioni senza ulteriori vincoli (orario , famiglia, luogo, profondità’ , barca, gas….) o addirittura l’unica possibilità per non dover smettere o quasi.
    Non a zero rischi ma neanche un compagno impreparato o approssimativo o peggio occasionale lo è.
    Il sistema del Buddy imposto dai diving serve per il diving stesso e non per la sicurezza intrinseca dei sub (come le bombole a 12 litri).
    Faccio quasi solo diving… è stata una scelta ed ora è una droga ….

  8. Gennaro
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    Dopo l’open si può dire che nasco solo diver.
    Avevo 15 anni ed andavamo per mare in barca, ogni ancoraggio era un’immersione, solo.
    Caccia col fucile, decompressioni di 15 minuti col mares guardian, pesci rubati dalle reti… insomma un vero pirata degli abissi.
    Fino al giorno in cui mi si ruppe l’oring dell’attacco int in superficie e la bombola si svuotò quasi tutta mentre chiudevo la rubinetteria. Questo mi fece pensare e realizzare che a 30 metri con deco da fare questa situazione mi poteva costare anche la vita.
    Al mio corso istruttori in ogni caso avevo più immersioni solo che con compagni.
    Dopo aver scoperto la subacquea dir ho però conquistato la consapevolezza ambientale, il team oltre il buddy, l’assetto, il divertimento… con un’occhiata è già tutto chiaro e l’immersione diventa più completa ed appagante.
    Ho due figli ed ho scelto la subacquea dir per divertirmi finalmente in sicurezza ma non posso negare che di tanto in tanto non resisto ad una scooterata in solo dive avendo come compagna solo una S80… :-)

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