Sott’acqua con lo Smartphone

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Il fotografo Chase Jarvis, alla  domanda che prima o poi molti gli rivolgono, qual è la macchina fotografica migliore, è solito rispondere: “quella che hai con te”, intendendo con questo che non serve dotarsi di costosissime reflex e di obiettivi intercambiabili se poi l’attrezzatura fotografica diventa troppo pesante e ingombrante da portare con sé. Meglio allora usare quello che si ha in tasca, e quasi tutti hanno in tasca uno smartphone adatto per fotografare.

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Sono molti anni che i telefonini hanno una foto-video camera incorporata, ma negli ultimi anni sono diventati sempre più efficienti come macchine fotografiche, con risoluzione abbastanza elevata da permettere di stampare la foto in buone dimensioni, con grandi e luminosi schermi per comporre l’inquadratura, con validissime app per il fotoritocco e per la ripresa. Al punto che ormai si parla apertamente di mobile photography, e che le pubblicità degli smartphone danno più importanza ai Mpixel di risoluzione che alla chiarezza della voce, e che le compatte stanno scomparendo, schiacciate da questo nuovo segmento di mercato.

E la fotosub? Da un lato resiste il fotosub puro, che scende in acqua con la sua custodia e con la costosissima e ingombrante reflex full frame, tutt’al più alleggerita del pentaprisma nelle mirrorless, dall’altro lato qualcuno sotto-sotto inizia ormai a convertirsi al… mobile.

Confesso che ho sempre sostenuto che la macchina fotografica serva per fotografare e il telefonino per telefonare, e quando, ormai qualche anno fa, Fabio di Easydive mi mostrò la custodia per smartphone a cui stava lavorando ebbi la tentazione di chiedergli “perché?”. Adesso mi rendo conto che, come al solito, aveva ragione lui, aveva visto avanti.

Al momento Easydive produce due custodie in alluminio per smartphone.

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