Testato sul campo: GAV XDeep Ghost

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In crociera alle Maldive, ho avuto modo di testare in modo approfondito il GAV Ghost della Xdeep.

Premessa necessaria: non sono un subacqueo tecnico. Mi definisco un ricreativo e un fotografo, uno che ama viaggiare e che in immersione cambia direzione e livello ogni secondo dell’immersione per seguire i soggetti e le inquadrature. Non ho mai pensato che il subacqueo in immersione debba essere per forza figo, anzi, sono consapevole che il fotografo per essere efficace debba spesso essere brutto da vedere. E nemmeno un GAV deve per forza essere figo, deve sostenermi, aiutarmi a acquisire un assetto e una posizione corretta, assecondarmi nei miei movimenti da pallina di flipper dando meno fastidio che riesce. Apprezzo i GAV a gonfiaggio posteriore, che non comprimono e lasciano liberi i movimenti.

xdeep

Prima del viaggio: facendo i bagagli apprezzo il peso ridotto del Ghost: il depliant dichiara 2,3 kg. Beh, con l’aggiunta di qualche accessorio (i coprispallaccio, le tasche per la zavorra) si aggiunge anche qualche etto, ma il peso resta comunque straordinariamente contenuto, in virtù di un backplate rigido in lega aerospaziale traforato. L’addetta al check-in mi sorride, la bilancia ha detto che sono rimasto nel peso, e per me è un primo successo.

In barca: le due fasce di fissaggio e la contropiastra essenziale fissano perfettamente e facilmente la bombola, che rimane all’altezza giusta perché l’erogatore non mi colpisca la testa, anche grazie alla regolazione dell’altezza del sacco, semplice e immediata. Indossare gli spallacci è facile, la fascia sottogamba  sdoppiata è veloce da fissare e confortevole. La chiusura della cintura in vita avvicina gli spallacci e compatta in qualche modo il tutto. Il risultato è che la bombola ha una grande stabilità, già quando mi alzo e mi avvio al passo del gigante.

ARTICOLO COMPLETO SU SCUBAzONE N. 32

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