Un tuffo ai Massi fuori di Cala Galera (Ustica) e la sorpresa di Alessandro

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“A me personalmente piace molto utilizzare le immagini per raccontare una storia”. E’ un passo del testo di Massimo Boyer – “La fotografia naturalistica subacquea. Tra tecnica, arte e scienza” – che ha ispirato la scrittura di questo articolo.

La storia si svolge durante un tiepido weekend di inizio ottobre ad Ustica, luogo in cui ogni volta che arrivi vorresti che il tempo si fermasse, e quando riparti ci lasci sempre un pezzo di cuore.

ustica

Lì, omerica dimora della Maga Circe, dopo essere sbarcato sul molo proveniente da Palermo, speri sempre che le tue icone isolane siano rimaste esattamente per come le avevi lasciate l’ultima volta: il faro, il bar della piazza, il locale di Giò, il porto – ritrovo centrale della Comunità subacquea – e soprattutto gli amici del Diving, quelli con i quali, oltre alle telefonate di auguri per compleanni e ricorrenze, ti sei sentito nel periodo precedente all’arrivo per chiedere, addirittura un mese prima, le condizioni del mare!

Il racconto ha inizio proprio al nostro arrivo sull’isola, dove, come sempre, Alessandro Ruju – Maestro di Subacquea, titolare del Diving Misterjump e nostro amico fraterno – dimostra comunque un ottimismo non di circostanza nonostante le previsioni meteo poco rassicuranti di qualche giorno prima.

Lui conosce come pochi il mare dell’Area Marina Protetta più antica d’Italia e di lui ci si può fidare!

Ci saluta con il solito affetto, ci dice che lo Scoglio del Medico e la Secca della Colombara saranno le prime mete ma, con il suo inconfondibile atteggiamento sicuro e sornione, ci sussurra che, prima di ripartire, ci sarà una sorpresa: Cala Galera.

“Gio – rivolgendosi ad uno di noi – quest’anno Galera ed i Massi fuori sono uno spettacolo, non li ho mai visti così, poi mi dirai…”.

…il resto è su Scubazone 37

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