Zeus faber: fotografando per conoscerlo!

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Non credo che dimenticherò facilmente il giorno in cui vidi sott’acqua il mio primo pesce San Pietro.

Era il 1985, di notteinvernale, e mi trovavo a pochi metri di profondità, durante una sosta di decompressione per una permanenza discreta sui fondali subito profondi del lido della mia città, Reggio Calabria. Da appassionato di immersioni notturne quale sono, mi immergo sempre in ambienti freddi e bui alla ricerca di una fauna che davvero in pochi hanno il piacere di osservare dal vivo.

turano

Mi attirava tentare di fotografare tutta una serie di animali notturni su fondali di sabbia misti a detrito, allora con la mia prima reflex (Olympus OM2 con ottica 90 mm macro Tamron) scafandrata in una custodia Nimar (ricordo ancora le acrobazie che facevo, nonostante il magnificatore montato dietro al mirino, per inquadrare nel modo migliore i soggetti che più mi attiravano e che mai si fermavano… ).

 

Quella notte, quando incontrai il San Pietro a soli 3 o 4 metri di profondità, rimasi letteralmente stregato dalle sue forme straordinarie e provai a scattare qualche immagine con ciò di cui disponevo. Cercai di sfruttare l’attrezzatura nel modo migliore, realizzando un primo piano carino del pesce, di profilo, che ancora conservo. Ma per il resto non ottenni grandi foto; iniziai però il mio rapporto, che ancora oggi va avanti, con uno dei miei soggetti preferiti, un pesce al quale ho dedicato gran parte della mia carriera di fotografo subacqueo naturalista, specializzato e appassionato di pesci, in particolare mediterranei (quelli meno fotografati e meno conosciuti).

 

Il resto su ScubaZone 32. 

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