Gli “alien” dei mari: i parassiti

Lo stretto di Lembeh, situato nell’arcipelago indonesiano all’estremità nord orientale dell’isola di Sulawesi, è uno dei migliori luoghi per incontrare e fotografare minuscole ed incredibili forme di vita: dalle decine di specie di pesci rana ai coloratissimi gamberi arlecchino, dai minuscoli gobidi che spuntano dai colli di bottiglia alle minuscole forme di vita che vivono in simbiosi con altre, ingannevolmente somiglianti a piante.

parassiti

Spesso occorre una buona vista e un’ottima conoscenza di biologia marina per capire dove si trova la testa o la coda di questi minuscoli esseri. Ma talvolta, se si osserva ancora meglio, magari con l’ausilio d’ingrandimenti fotografici, si possono osservare su di essi forme di vita ancora più piccole e assolutamente incredibili: i parassiti.

Il primo, di cui approfondiremo le caratteristiche, è forse il più conosciuto tra questi, in quanto la sua vittima preferita di questi mari è il pesce pagliaccio, uno dei pesciolini più amati.

Quell’essere che vedete nella prima foto all’interno della bocca spalancata del pesce pagliaccio, non è un succulento bocconcino appena catturato, bensì quello che gli inglesi chiamano “tongue eating louse” cioè letteralmente “pidocchio mangia lingua”. Infatti, il Cymothoa (questo il suo nome scientifico) è un piccolo crostaceo isopode della famiglia Cymothoideae. È un subdolo parassita che passando dalle branchie dell’ignaro pesce s’insinua nella cavità orale e si attacca, con le sue tre paia di zampe anteriori, alla base della lingua, dove, dall’arteria, inizia a succhiarne il sangue fino alla sua atrofia e necrosi e alla conseguente caduta o disintegrazione.

L’articolo completo è su Scubazone51

 

 

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