Navi fantasma

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Nel 1987, con uno scatto dell’Elviscott (Relitto di Pomonte – Isola d’Elba),  mi è stato assegnato il “Grand Prize Nikon Photo Contest Inernational”.

E’ stato il primo scafo che ho avuto occasione di fotografare e mi ha portato fortuna.

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Un relitto, in ragione della sua morfologia, dimensioni, ubicazione, trasparenza dell’acqua, presenza di fauna alieutica, sessile ecc… offre molte e variegate possibilità di ripresa, ne cito alcune.

Prospettive e soggetti in primo piano

La foto di apertura e la successiva sono state scattate sul relitto dell’Umbria, una nave Italiana che è stata affondata dal suo Comandante nel giugno del 1940, poco dopo l’entrata in guerra dell’Italia. L’Umbria era in navigazione verso l’Eritrea ma, oltrepassato il canale di Suez, cominciò ad essere seguita da navi della Royal Navy. Il 9 giugno i marinai della sloop inglese Grimsby e dell’incrociatore neozelandese Leander salirono a bordo con la scusa di effettuare un controllo anti contrabbando. L’indomani il capitano Lorenzo Muiesan informato via radio dell’imminente entrata in guerra dell’Italia, decise di affondare la nave per evitare che gli inglesi entrassero in possesso del carico.  Il relitto dell’Umbria giace oggi su un fondale di 36 metri in Sudan a Wingate Reef, nelle acque di Port Sudan.

Nel caso dei farfalla gialli Chaetodon semilarvatus i  due chetodonti stavano tranquillamente fermi nel punto in cui sono stati ripresi quindi, studiata l’inquadrature e fatta una accurata valutazione della luce ambiente, ho indirizzato un colpo di flash solo sui pesci, evitando di illuminare la restante parte del fotogramma. In casi come questo è importante un attento e “pensato” uso del lampeggiatore.

Nella immagine di apertura, invece, le cose sono state un po’ più complesse. Trovata una interessante prospettiva e studiata una adeguata inquadratura e valutata inoltre la luce ambiente, per dare un senso compiuto alla foto, occorreva trovare un elemento in primo piano dotato di  una adeguata componente cromatica.

 

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